
Tipi da spiaggia... particolari
Ieri ho incontrato una ragazza che conosco da anni , una persona speciale, che pur con affetto, faccio fatica ad affrontare. Ogni volta che la vedo - anche se lei è sempre accogliente e sorridente - mi crea disagio: mi fa vedere dentro di me una parte che non mi piace affatto, che mi fa sentire in colpa per le mie mancanze! (io divento triste quando gli altri mi scoprono un difetto)
Mentre scambiamo due parole, mentre le dò baciotti e quasi il mio corpo… dall‘affetto che sinceramente provo, penso anche che in fondo sono uno stolto… non coltivo a sufficienza l’amicizia per lei, non la vado a trovare e non passo del tempo con lei.
Non riesco a liberarmi di questa sensazione. Mi rendo conto che non è giustificata e che danneggia: se non si coltiva un’amicizia… non si è amici… punto, ma nessuno te ne dovrebbe fare una colpa.
Eppure c’è il mio “genitore normativo” che mi dice quanto sono “sbagliato“…
Sarà che lei siede in una carrozzina da una vita, ha una grave distrofia muscolare, vive in un istituto ed ogni volta che la vedo potrebbe anche essere l’ultima.
Ma lei – per quanto abbia delle difficoltà anche a parlare - ha un’intelligenza che pochi hanno, e in poche parole e con occhi stupendi sa rimettermi ogni volta a mio agio con una semplicità davvero unica e disarmante.
Sarà anche un discorso scontato e banale, ma forse è altrettanto spesso dimenticato. Tutti noi – io per primo - ci preoccupiamo di cose futili, perdiamo tempo prezioso in inutili relax, ci lamentiamo del lavoro, ripetitivo o stressante che sia, mentre non vediamo l’ora di “buttarci” sul divano, distrutti, e magari pure con la voglia di farci “servire“… quando c’è qualcun altro che anche se volesse - per un problema fisico non voluto oppure una malattia - non potrebbe lavorare, non potrebbe essere autosufficiente… e in pratica non ha quelle occasioni che abbiamo noi per essere felici, ha avuto dalla vita molto meno di ciò che abbiamo avuto noi, ha meno occasioni, ha meno possibilità e deve fare i conti tutte le mattine con quelle briciole di vita che ne rimane.
E noi non dobbiamo dimenticarlo.
Ciao massimo! mentre ero sull’ultimo post è arrivato il tuo commento! che togo! grazie per le tue parole! ora scappo perchè sto scappando a lavorare..tanto per cambiare. domani torno e leggo con calma il tuo post! accidenti alla fretta! la parola da digitare è labor…! ma basta!
un bacio ciaoooooooooooooooo!!
Verissimo Massimo!capita anche a me.Scappo a lavoro ciao buona serata e buon fine settimana.
Massimo…
Hai ragione capita a tutti..
Forse qualche volta chiamala almeno per farle sentire che in qualche modo sei vicino
Anche giusto per strapparle un sorriso
un abbraccio….ne ca..
Quanto è vero… E quanto spesso ci penso a come a volte ci lamentiamo anche del niente mentre ci sono persone che pagherebbero anche per avere i nostri “problemi”…
Un abbraccio…
massi..
quando si è davanti ad una persona..e la si conosce, scatta o non la voglia di sentirla, vederla…lo senti e basta..
la stessa cosa deve avvenire con la tua amica..al di là del suo problema.
Mi spiego: non sentirti in colpa se non è scattato più di ciò che vorresti, non sarebbe naturale, a lei va bene così..e te lo dimostra…
Non pensare di voler amare oltre lei, il suo “problema” diventerebbe una cosa innaturale, diventerebbe “obbligo”, senso di pietà..
Tu se l’ami, e già le vuoi bene, va bene così…non forzare oltre..non saresti più tu..
Un giorno conobbi una ragazza che ha per “nemico-amico” una sedia a rotelle, la conobbi in un momento in cui era incazzata col mondo..
(((
le dissi: non mi importa nulla di dove poggi il sedere..mi importa di te…se non c’è nulla dentro la tua gabbia toracica…a me non interessi…ma se hai un cuore..io non andrò lontano…
Io oggi l’amo…anche se mi fa incazzare..
Io oggi l’amo anche quando non ci capiamo..
io oggi l’amo anche se mi rendo conto che a volte non posso far molte per lei..perchè è lontana..