Cervi in Cansiglio

Cerva nel bosco
Cerva nel bosco

Cerva nel bosco

Camminare nell’ultima ora della notte, tra le tenebre e le nebbie che avvolgono il parco dell’altopiano del Cansiglio, non è un’esperienza piacevolissimasoprattutto se si fa da soli. In compagnia di un amico invece si stringe una silenziosa e segreta alleanza contro l’oscurità più cupa e contro quelle ansie generate da strani versi di animali notturni, crepitii e fruscii improvvisi, tonfi indeterminati, presagio di animali di più grossa taglia.

Un po’ sul sentiero, un po’ nel bosco, finalmente appare il punto esatto, quello che la mia fantasia - mediata con un po’ di buon senso - ha deciso essere la posizione scelta per il passaggio di un branco di cervi, che – dopo aver pascolato con abbondanza e tranquillità sui prati di erba ancora fresca e appetitosa degli spazi aperti - si affretterà alle prime luci dell’alba a percorrere con sospetto per ritirarsi nella discreta e irraggiungibile boscaglia dei valloni che circondano Val Menera.
Sul punto esatto preparo una postazione mimetica, apro il cavalletto e su questo fisso la fotocamera, punto l’obiettivo sul margine della collinetta da cui “sicuramente“… prima o poiscenderanno gli animali in fila indiana, e poi… inizio l’attesa, silenziosa, paziente
…ma il silenzio non dura poi tanto… il volume percepito si alzacanti di uccelli riempiono l’aria con melodie sempre diverse, rumori in lontanza ridimensionano gli spazi, spari di cacciatori deludono e circoscrivono il paradiso di questo intenso parco… mentre già schiarisce e la nebbia non accenna ad alzarsi, anzi, il tempo peggiora ed inizia a cadere un umido piovasco.
Oramai è passata più di un’ora da quando sono acquattato, ma ecco… sono loro, i cervi! Pochi tonfi nell’erba e improvvisamente ne arriva un branco, si accumulano per un attimo davanti allo steccato che circonda il pascolo: è un maschio possente con le sue femmine, il suo harem. Saltano le prime, le più audaci, poi passa lui, infine li segue il gruppo più numeroso, in tutto saranno una ventina di animali. Attraversare la mulattiera e passare a pochi metri da me è un attimo e faccio appena in tempo a fare pochi scatti
…poi il maschio d’istinto si ferma, si accorge di me e mi fissa… mi attaccherà? Penso. No, per fortuna, e non sembra nemmeno tanto disturbato, riprende la sua strada e scompare nel bosco con il resto del branco. Un incontro veramente emozionante.

9 Responses

  1. Villi scrive:

    Ciao massimo! hai visto solo la sigla finale? che peccato… be comunque son contenta che ti sia piaciuta! lunedì prossimo c’è la seconda puntata. grazie per ora! vado a lavorare. ciao!!

  2. Villi scrive:

    ciao massimo!! ti ringrazio per il commento! mi fa piacere che ti sia piaciuta anche la puntata..oltre la sigla..eh eh.. non so se sia possibile registrare il file, me lo sono chiesto anche io oggi. provo a chiedere! sono appena tornata dal mio studio, stavamo ultimando le terza puntata. che fatica..però che soddisfazione! saluta la tua compagna e ringraziala da parte mia per la sua attenzione! ciao ciao
    ricordati di pensare alle critiche :-)

  3. Ritama scrive:

    Che bellissima avventura hai vissuto caro massimo!..Mi ha ricordato le prove iniziatiche dei giovani abitanti dell’antica Etruria, ma anche dei Celti…il silenzio, la notte,la natura selvaggia, l’incontro con l’animale sacro…Per fortuna ora la caccia si fa con la macchina fotografica, ma tu hai “vinto” “l’antica prova”! Bravissimo.

  4. Elisabetta scrive:

    Io non ho mai visto un cervo così da vicino,immagino tu che l’hai fotografato che emozione.Che cosa meravigliosa,ti invidio un pochetto sai?.Ciao Massimo.

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