
Raccolta del Giorno
Fino a qualche tempo fa, le stagioni insegnavano a tutti gli uomini la dimensione del loro agire. Così era naturale imparare che c’è un tempo per seminare, un tempo per attendere ed un tempo per raccogliere.
Poi vennero… la quinta stagione, la surgelazione dei prodotti, le serre e le coltivazioni fuori periodo, i cambiamenti climatici. Oggi noi non sappiamo più in quale stagione maturano - ad esempio – le carote… (e chi lo sa?), semplicemente perché le troviamo tutto l’anno al supermercato…
Così ci siamo persi alcuni grandi insegnamenti… tutto deve essere pronto al momento del desiderio. Tutto e subito, come regola. Voglio mangiare carote? Eccole, ci sono!, lì, in basso, nello scaffale della verdura.
Forse tutto ciò interessa sempre a meno persone. In effetti, che male c’è? Anzi, è un vantaggio, si sta meglio, credo (anche se mi risulta che, i nutrizionisti suggeriscono di mangiare la verdura di stagione, perché è migliore, più buona e più salutare!).
Sarà anche benessere, ma quando - ad esempio – l’innamoramento ci fa palpitare come foglie al vento, non siamo preparati a gustarne il desiderio, coltivarlo, saper attendere e saper coglierne i frutti.
Qualcuno di noi pretende di vivere sempre nella stessa stagione… la primavera, o l’estate. Oppure pretendiamo di vivere invertendo il ritmo delle stagioni… andiamo al mare ai tropici d’inverno, andiamo a sciare sui ghiacciai d’estate… scombussolandoci l’esistenza e perdendoci l’essenza ed il meglio che ogni stagione sa offrire, a chi è un po’ più attento…
Ecco allora che, per non perdere il meglio del tempo delle stagioni… e per non perdere l’insegnamento che la natura offre gratis e a piene mani, due anni fa mi sono messo a coltivare peperoncini…
A fine inverno c’è stato il tempo dei preparativi, della semina, del desiderio e del sogno covato nel profondo del cuore, del capire come fare, della conoscenza. La primavera è stata fonte di gioia e magia ad ogni risveglio mattutino nel vedere germogliare e crescere tènere e delicate piantine. L’estate è stato il tempo dello splendore, del calore, dell’entusiasmo e del nutrimento - misto all’apprensione per la violenza delle siccità e dei temporali - che ha visto maturare i tanti frutti grossi e succosi ed aumentare le promesse di bontà. L’autunno, finalmente tempo di raccolta, per fortuna ora colora i primi freddi grigiori con vivaci piatti di peperoncini… regalandomi quell’allegria interiore che questo periodo di piogge e umido certo da solo non suggerisce… senza contare che ora potrò anche portarli in dono agli amici come pensiero un po’ speciale…
Buoni peperoncini a tutti!
I Peperoncini che ho coltivato quest’anno:

Varietà 1
Varietà 1. Questa qualità di peperoncini prende il nome di “NuMex Twilight“, ornamentali e – ovviamente – commestibili, proveniente dall’istituto “New Mexico State University’s (NMSU)”.

Varietà 2
Varietà 2: Questa qualità di peperoncini ha nome “Serrano“, mi piacerebbe avere notizie sulla loro provenienza.

Varietà 3
Varietà 3: Questo è invece una varietà dei peperoncini “Jalapeno“, mi pare – ma devo verificare – “NuMex Pinata“.

Varietà 4
Varietà 4: Si tratta di peperoncini regalatemi dal mio collega “Gianfranco” (lui li ha chiamati “Elettric chili Sybaris” – per la parola “Elettric” lascio intuire le pratiche sperimentali a cui li ha sottoposti – ma io sono alla ricerca di informazioni sulla loro provenienza e sul loro vero nome).
Massimo…
Eh eh non c’è più il gusto delle stagioni…
Oh, mo devo scaricare la frutta e verdura…
si si e poi che faccio inizio a tirartela una ad una ahahah
( me devo vendicà per la storia della biancheria)
Avrei un’altra battutina sulla frutta e verdura da scaricare.. ma…
Forse è meglio che eviti
ciao ca..