Un Fiorellino Veramente Speciale

Fioritura di crocus
Fioritura di crocus

Fioritura di crocus

Il Sole, nella sua regale potenza e suprema energia, conosceva bene i delicati fiorellini del Pianeta, tanto deboli quanto caparbi e ardenti dal desiderio di sbocciare.
Sbocciare non era però così semplice, poiché ciò comportava tanta fatica e grande impegno di forze da parte di tutta la pianticella: le foglie dovevano assorbire i raggi solari per irrobustire il fusto, le radici dovevano trarre nutrimento da Madre Terra, infondendo linfa vitale a tutta la piantina, mentre il vento le avrebbe cullate ora nell’aria calda, il giorno, ora in quella fresca, la notte.
Dopo tanta fatica qualche fiorellino riusciva ad aprirsi per mostrare al Sole e alla Luna i suoi petali profumati e belli di un colore che brillava di riflessi argentei e rosati. Il dramma dei deboli fiorellini del Pianeta però era proprio questo: le pianticelle crescevano sempre rivolte verso la luce, ma – non appena sbocciati - i loro petali venivano irraggiati dallo splendore irresistibile e dall’intensità incontrollabile del Sole. Accecati in quel modo, i fiorellini sfiorivano ben presto in una pioggia di colori.
Quale dispiacere più grande. Il Sole proprio non riusciva a capacitarsene. “Perché” – si ripeteva brontolando - “nonostante tutto l’amore che posso, devo comunque assistere alla sfioritura violenta e crudele delle mie creature?”. Impotente, in quei momenti si consolava vicino alla Luna, oscurando con le sue eclissi il Pianeta per lunghi silenzi, mentre anche le piantine piangevano rugiada.
La Luna amava il Sole, nonostante avesse un caratteraccio. Così, una notte, chiese aiuto a Madre Terra ed insieme si accordarono per far crescere un fiorellino speciale, uno piccolo piccolo: uno con i petali azzurro cielo e così ricchi di riflessi argentei che brillavano perfino nell’oscurità. Era il fiorellino più delicato mai visto, ma quello più sereno del Pianeta, perché sbocciato al tepore dei raggi lunari.
Il giorno seguente il Sole non tardò a sorgere dall’orizzonte. Alla vista del nuovo nato - come il suo solito - si illuminò di rinnovata gioia. Ma ahimé, anche questa volta, troppa gioia! E troppo intensa!! I suoi petali azzurri si staccarono uno ad uno, ma – magia! - questa volta non caddero al suolo in una pioggia di colori. Ogni petalo, come per incanto, salì verso l’alto, si trasformò in tante goccioline e infine andò sempre più in alto, fino a sfiorare il cielo.
Era diventato una nuvoletta! Proprio così! E pure molto vivace: girava di qua e di mentre da essa una cascata di riflessi argentei copriva e rinfrescava tutti gli amici fiorellini rimasti a terra.
Ora la nuvoletta filtrava i raggi solari, e ciò era importante, perché così i fiorellini non venivano più irraggiati di troppa luce. E poi potevano ammirare la nuvoletta splendere nel cielo ed immaginare un po’ comera il grande Sole, che – in realtà – nessuno di loro era mai riuscito a vedere senza sfiorire.
Era un’autentica festa, una gioia indescrivibile, vento forte che invadeva tutto e tutti. Il Sole finalmente contento brillava nel cielo mentre la Luna - che lo amava nonostante avesse un caratteraccio - la notte ringraziava Madre Terra per il grande dono che le aveva fatto.
I fiorellini, ora petali al vento, non avevano più paura. Da allora, nella tranquillità di ogni notte, ognuno di loro avrebbe sognato di diventare - a sua volta - una nuvoletta, come lo era stato il loro amico speciale.

Morale della favola?

5 Responses

  1. Laura scrive:

    com’è bella questa storia!
    e com’è meravigliosa la foto di quei fiorellini!

    Sono stata per la prima volta nel tuo profilo personale e ho appena scoperto che sei dei Pesci! Come me!

  2. Viola scrive:

    Ciao Massimo, questa è sia una foto che una storia bellissima.. Fai delle foto fantastiche.. Ciao..

  3. Pat* scrive:

    Mi sono immersa nella delicatezza della storia, che unita alla stanchezza che provo..non so aggiungere altro che..
    sicuramente anche l’amore apparentemente più fragile, piccolo, delicato..può donarci molto!

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