Ferrata Costacurta sull’Alpago

A sinistra la parete Nord del Monte Teverone
A sinistra la parete Nord del Monte Teverone

A sinistra la parete Nord del Monte Teverone

Era verso la fine di agosto di quella strana estate dell’anno 2001, mi pare, anno di grandi cambiamenti per la mia vita. Saltarono molti paletti quell’anno, persi tante abitudini, tagliai tanticordoni ombelicali“… ridiventai di nuovo single, andai ad abitare da solo e mi resi indipendente, presi le giuste distanze dalle istituzioni della chiesa, cambiai alcune amicizie, mi sentii libero in un modo nuovo, crebbi. Ma usai quella nuova e voluta libertà anche per abbracciare alcune esperienzepericolose“… come quella ormaifamosa” di affrontare una impegnativa ferrata, pur con un valido amico, ma senza avere la necessaria preparazione tecnica, nè l’attrezzatura adeguata, nè le conoscenze

La via ferrata cominciò da una forcella che raggiungemmo dopo quasi due ore di duro sentiero, in salita. Ad incutere qualche timore ci si mise anche il tempo variabile, che peggiorò durante l’attraversata ed addensò minacciose nubi nere sulla cima del Monte Teverone che stavamo per conquistarescoprimmo inoltre con nostro dispiacere che il sentiero non era mantenuto efficiente da parecchio tempo, un tratto di corda d’acciaio era saltato, altri tratti di corda erano traditori e penzolanti per la mancata tenuta di alcuni chiodiinsomma, un disastro

Durante il tratto attrezzato arrivò puntuale anche il momento di panico: per quasi mezz’ora fui incapace di affrontare uno spigolo di una roccia particolarmente liscia, verticale ed esposta sul precipizio di centinaia di metri… questa difficoltà mise a dura prova tutto il mio fragile equilibrio psico-fisico… che rimase traumatizzato per sempre… ;^)

Concludemmo fortunosamente l’avventura – dopo almeno altre due oreincolumi, asciutti e stanchi, ma festanti, ed ecco quindi spiegato il perché della foto che segue dei tondi sederi… potrebbe sembrare un momento goliardico, ma in realtà è un serissimo rito celtico di ringraziamento… in culo alla ferrata! ;^)

Sacro rito celtico di ringraziamento...

Sacro rito celtico di ringraziamento...

Dentro però ero stato profondamente minato nella mia sicurezza. Ero soprattutto molto arrabbiato con me stesso – ed un po’ con il mio amico – e già cominciavo a chiedermi perché mai ero finito , a rischiare così tanto la mia già breve esistenzapercorso interiore che col tempo mi impedì di cercare e di ripetere simili esperienze.

Ancora oggiinsultoamichevolmente il mio amico che invece ha proseguito con grandi soddisfazioni questa attività alpinistica di scalatore, una passione che l’ha portato a conquistare l’Aconcagua, la montagna più alta di tutto il continente americano e di tutto l’emisfero meridionale, a quasi 7000 metri d’altitudine.

Io, sinceramente, non lo invidierò mai

Il mitico Vito. Sullo sfondo la parete Nord del Teverone

Il mitico Vito. Sullo sfondo la parete Nord del Teverone

Il ritorno all’auto fu una lunga e comoda passeggiata di altre tre ore su dolci declivi del versante opposto dello stesso Monte Teverone, reso più breve da chiacchiere in amicizia, casere di montagna e pecore.


9 Responses

  1. Elisabetta scrive:

    Io sono una vita che desidero andare in montagna…non ci sono mai stata….amo la neve e l’inverno….e invece abito in un isola dove tutti amano il mare e l’estate,sarò un’pò fuori corrente???…il mare è la mia ispirazione per le mie foto,adoro vedere il sole che si dissolve nel acqua…ma secondo me la montagna è qualcosa di grandioso,si dice che l’erba del vicino è sempre più verde no?.Comunque un giorno ci andrò per forza.
    ps:complimenti per il culetto!!! ahahahaha!!! ciao Massì

  2. Fanny scrive:

    Ahhhh! Sto ancora ridendo…stai attento alle ritorsioni del tuo compagno di cordata :-) …proprio belli…veramente…

  3. Vitor scrive:

    Caro Massimo, sei proprio “spannato” a pubblicare quelle sconce foto…ma tra matti ci si capisce…per questo la nostra amicizia è rimasta inossidabile negli anni…di sicuro lo rimarrà amche in futuro…ps la prossima volta però ci concederemo meno al buon vinello che ci mette il tarlo delle promesse da mantenere :-) a presto

  4. Pat* scrive:

    Questa sì che è una avventura entusiasmante e che spezza il fiato!

    Senti ma per premio posso dare un pizzicotto allo scalatore in blue?? eheh ;ppppp

  5. Maleinpolvere scrive:

    Ehi, ciao.
    Non ti preoccupare, non sono pericoloso.
    Piuttosto, mi pare, ho guardato velocemente il tuo blog, di capire che ti piace la fotografia. Magari mi sbaglio ma se fosse così vieni a trovarmi più spesso così ci scambiamo qualche idea. Ho scritto l’altra sera ad un ragazzo di Vittorio Veneto. Eri te ? Io alla sera sono parecchio distratto. Treviso Nord – Vittorio veneto, 20 minuti.
    Ciao Massimo.
    Grazie della visita.

  6. Cilli scrive:

    Ma che gran bei culi!!!!!!!!!! Mitico Massimo che hai inserito la foto, darei un morso affettuoso ad entrambi…beh, ad uno lo do anche più che affettuoso. Anche il racconto è strepitoso, davvero! Un bacio (su entrambe le chiappe), Cilli

  7. Ros4 scrive:

    Esilarante….
    Mi sono divertita nel leggere queste righe.
    E complimenti per le foto, bel panorama!!
    Si avverte l’aria frizzantina :) )

  8. Giovanna scrive:

    Accc. altro che il coraggio di metterci la faccia!!!! :-) Devo inventarmi qualcosa di creativo, posterò la mia foto allungata su una spiaggia, in topless :-) ! Divertente, e complimenti: IL TUO LATO B MERITA QUANTO IL TUO LATO A :-) Passa un attimo, ho scritto un post nuovo, magari ti fa sorridere! :-)

  9. Villi scrive:

    Ciao Massimo! Che bel racconto. io non avrei mai il coraggio neanche di cominciare un percorso del genere, ho la scusa che le mie ginocchia non ce la fanno…
    E che figo quello della prima foto! e qui mi fermo.. ti dico solo che la parola da digitare è pomi, secondo te si riferirà ai tuoi o a quelli del tuo amico? aspè che guardo meglio…..sì sì, sicuramente si riferisce ai tuoi! :-p

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