Lettera ad un Bimbo Mai Nato

Leonardo
Leonardo

Leonardo

Caro mancato padre, cara mancata madre,
voi no, voi vi riconosco, ma quanti sono coloro che non mi vogliono, non mi desiderano, mi evitano con ogni mezzo contraccettivo? Guardateli: sono così angosciati dal pensiero di affrontare me, una creatura così fragile ed innocente! Eppure praticano un sesso clandestino con malcelata speranza che poi non bussi proprio alla loro porta, non mi presenti nel ventre del loro mondo! Non voglio più essere scartato, buttato via, sentirmi indesiderato e sgradito bambino.
Tu no, mancato padre che mi chiami e insisti, preghi, speri e attendi! Tu nemmeno, mancata madre che il vuoto dentro ti esplode in singhiozzi e lacrime, e ti faresti subito semplice culla per custodire il mio fragile feto.
Ma quanti e quanti più sono coloro - uomini e donne - che segretamente già mi detestano prima ancora che possa scegliere il nome loro e la loro casa natale? Sono comandàti dal sesso - è ciò che vogliono - il piacere genitale, certo! E prego che ciò gli basti! Questo mondo d’altronde non lo capisco, così intensamente basato sull’autogratificazione, ancora non mi appartiene!!
Meglio sarebbe se riuscissi a rimanere solo un’anima fluttuante che guarda dall’alto l’umana gente, finché non possa percepire - dal luogo ove attendo e molto prima di raggiungerla – un amore superiore e già maturo che mi trasformi in dono.

Invece, ancora una volta, sarò scomodo corpo del reato, predestinato ad essere di nuovo buttato via

Ma quando finirà questo reiterato delitto?

11 Responses

  1. Max_ully scrive:

    Discussione difficile e con incognite derivate. Per il momento ti rispondo con parte di una canzone di De Andrè ma non può esser considerata questa una risposta se non per una millesima parte….

    IL TESTAMENTO DI TITO

    Non commettere atti che non siano puri
    cioè non disperdere il seme.
    Feconda una donna ogni volta che l’ami
    così sarai uomo di fede:
    poi la voglia svanisce e il figlio rimane
    e tanti ne uccide la fame.
    Io, forse, ho confuso il piacere e l’amore:
    ma non ho creato dolore.

    Non desiderare la roba degli altri
    non desiderarne la sposa.
    Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi
    che hanno una donna e qualcosa:
    nei letti degli altri già caldi d’amore
    non ho provato dolore.
    L’invidia di ieri non è già finita:
    stasera vi invidio la vita.

    Ma adesso che viene la sera ed il buio
    mi toglie il dolore dagli occhi
    e scivola il sole al di là delle dune
    a violentare altre notti:
    io nel vedere quest’uomo che muore,
    madre, io provo dolore.
    Nella pietà che non cede al rancore,
    madre, ho imparato l’amore”.

    Testo: Fabrizio De Andrè

    a presto max

  2. Ros4 scrive:

    “Meglio sarebbe se riuscissi a rimanere solo un’anima fluttuante che guarda dall’alto l’umana gente, finché non possa percepire – dal luogo ove attendo e molto prima di raggiungervi – un amore superiore e già maturo che mi trasformi in dono”.

    Non aggiungo parole a quello che hai così crudamente (e a piena ragione) scritto.
    Mi sovviene il film che ho visto e particolarmente aprrezzato di Alfonso Cuaròn, “Children Of Man”.
    Non voglio pensare a scenari come quelli raccontati.
    C’è da sperare che la vita prenda corpo dall’amore e che si faccia largo la prospettiva di non odiare i nostri “sbagli”, qualunque questi siano, consapevoli delle azioni che facciamo e assumendocene le responsabilità, mettendo via la parte insana dell’egoismo.
    Un saluto di speranza.

  3. Sitora scrive:

    Ridurre il rapporto tra un uomo e una donna al semplice piacere genitale è decisamente riduttivo e offensivo nei confronti dell’uno e dell’altra…
    Prima di preoccuparci dei bambini che non nascono, forse, sarebbe meglio porsi il porblema di quelli che al mondo ci sono…quelli che vivono abbandonati negli orfanotrofi di tutto il mondo, quelli che vivono abbandonati per le strade di mezzo mondo, quelli che vengono sfruttati e abusati in ogni modo e maniera…e via così tra le atrocità che vedono protagonista l’infanzia anche qui a casa nostra…
    Solo allora, penso, ci saremo guadagnati il diritto di affrontare un tema delicato come questo…

  4. Barbeluchilu scrive:

    Max!!! ho appena letto quello che presumo voglia essere una provocazione.. belle parole certo!! ma quanti di voi possono dire di aver vissuto in questa perfezione!! e tu max?? Non sarebbe forse meglio vivere la metà, o anche meno, di ciò che molti scrivono?? Ps. scusami caro ma sai che a certe provocazioni non resisto!! Ueeh si fa per scherzare è!! sai che ti voglio bene!! HAHAHHAHHAHAHH

  5. Pat* scrive:

    Massi… bambini che arrivano dove non sono voluti..bambini che non arrivano dove lo si vorrebbe tanto..

    è una cosa che spesso mi chiedo…ogni volta che sento una notizia del bimbo ritrovato nel cassonetto..

    per esempio io amplificherei la cosa in un pensiero che ho:
    la parola è adozione!
    Quanta violenza fanno gli psicologi o assistenti sociali su quella coppia che non potendo avere figli vorrebbe donare amore ad un bimbo che “non ne ha” che ” è di nessuno” che “è in collegio” che “chennesò”…insomma…
    Ci sono genitori che ammazzano..picchino.. violentano… sfruttano… un minore..e poi tanta burocrazia per due genitori che AMEREBBERO TANTISSIMO un bambino che “VORREBBE NASCERE” se non nel grembo giusto..almeno nel grembo familiare di chi non può aver figli…
    professionalmente inorridisco di quanti usano la “pillola del giorno dopo”…molti sono giovani…giovani che amano divertirsi…o se non lo sono..perchè???

    il discorso purtroppo è amplissimo…e sfocia in tante tematiche

    IL BAMBINO è QUEL SOLE CHE A VOLTE L’EGOISMO COPRE DIETRO UNA NUBE

    …ehm…che ho scritto ?…lancio senza rileggere

  6. Giovanna scrive:

    Ti risponderò con una scritto non mio… tratto da un libro bellissimo di cui conosco addirittura dei passi a memoria tanto l’ho letto… ma più tardi…più tardi… massimo

  7. Massimo scrive:

    Per Barbeluchilu: ovviamente, questa provocazione non parte da “un perfetto me”, ma dal primo della fila dei “sessuofili” e “bimbofobi” che sanno bene quanto forte ed intenso sia il desiderio di far l’amore con la propria donna amata senza, però volerla mettere incinta! E’ proprio perché so di questo desiderio che ho provato a calarmi nei panni di un bimbo mai nato ed immaginato con queste parole il suo dramma estremo… il rifiuto e l’aborto! Che poi sia un argomento vasto quanto il mistero della vita intera… son daccordo! Parliamone ancora, anch’io ti voglio bene! ;^)

  8. Massimo scrive:

    Per Sitora: per varie vicende personali, sono molto sensibile a questo argomento… è un tema a me caro, come vedo anche per tanti blogger, e anche da questi commenti che hanno un mucchio di spunti di riflessione… e ti ringrazio anche per il tuo commento, molto profondo! Credo però che parlarne faccia sempre bene, anche con queste piccole provocazioni! Ciau!

  9. Benag scrive:

    Ma dove saranno i bimbi che stavano per bussare alla porta della vita? E dove stanno i figli strappati alla vita?…quasi un novello Faust darei l’anima per poter rivedere anche per un solo istante mio figlio, reciso per e nella sua poetica, Per sentire i suoi passi e la sua voce; per sentire il suo odore e gioire dei suoi sorrisi; per respirare i suoi stessi attimi…; per abbracciarlo e carezzarlo ancora una volta…
    Non buttiamo i bimbi nei cassonetti…
    E se bussano alla porta della vita, apriamola ed immergiamoci in tutti i loro istanti…
    benag

  10. Sitora scrive:

    Ciao Massimo mi dispiace se in qualche modo ti ho dato l’impressione di essere stata poco sensibile…
    Mi dispiace anche apprendere che tu abbia dovuto confrontarti in prima persona con questo tipo di problematiche: passare dall’astrazione del ragionamento al vissuto assume una dimensione diversa…tuttavia è giusto che tu sappia che anche io ne sono stata toccata in prima persona…
    Infine, non ho mai detto che di queste cose non sia necessario parlarne…
    Buona giornata

Lascia un Commento

*


*