Nei Numeri Arabi una Scandalosa Disparità tra Sessi

Arles, giovane coppia di gardians
Arles, giovane coppia di gardians

Arles, giovane coppia di gardians

Altri due titoli per questo post:

Il sistema binario mina la millenaria società maschilista araba
Come l’informatica contribuì all’emancipazione della donna

Riporto qui il riassunto di un dialogo leggero e semiserio, avuto a tavola l’ultima sera dell’anno scorso con un amico particolarmente brillante. Ovviamente chiunque può portare il suo contributo…

L’ “1” – o meglio il simbolo con cui si rappresenta l’unorichiama graficamente il membro maschile, simboleggia la sua virilità, ma anche il suo valore intrinseco.
Lo “0” invece – o meglio il simbolo con cui si rappresenta lo zero – simboleggia graficamente l’organo
femminile, la femminilità e la sua capacità di accogliere l’uomo, ma anche la sua nullità.

Nasce spontanea una considerazione, forse già fatta mille volte, ma a me sinceramente nuova: mentre una donna da sola sarebbe una nullità, un uomo da solo avrebbe comunque un suo valore in!

L’amico mi faceva notare quanto scandalose siano allora le conseguenze di questa simbologia, quanto sia evidente cioè la disparità tra sessi quando si prova a formare una coppia con questi due numeri, simbolo dell’unione tra un uomo ed una donna. La coppia10” – cioè uno “0” dopo un “1” – ha valore dieci, cioè lo “0“  moltiplica per dieci il valore di un “1“, oppure ancora, la donna moltiplica per dieci il valore di un uomo. La donna allora ha valore solamente quando è al servizio di un uomo. Non vale l’esatto contrario01” – cioè un “1” dopo lo “0” – che ha sempre valore 1 e dove addirittura lo “0” si perde. Questa opposta disposizione assume perciò un nuovo e differente significato: un uomo non aggiunge alcun valore alla donna, oltre se stesso. Da qui si può desumere il triste destino di ogni donna: essere pienamente realizzata solo quando valore ad un uomo.

Tutto ciò può irritare e suscitare scalpore nelle donne e negli uomini che leggono, e deve ovviamente essere considerato superato, ma ciò non toglie che questa sia storia e che il sistema dei numeri arabi sia rimasto valido sino ai nostri giorni, testimone di una società maschilista che, se in occidente è ormai tramontata, nel mondo arabo è ancora saldamente radicata.

Ma gli arabi non hanno fatto i conti con l’informatica, o meglio, con l’arte di contare in forma binaria e memorizzare i valori nei circuiti elettronici. Utilizzando solamente due simboli, riconosciuti da tutta la comunità scientifica con gli stessi “0” e “1presi in prestito dal sistema dei numeri arabi, l’informatica porta il suo contributo alla parità dei sessi riassegnando pari dignità dello “0” rispetto all’ “1“. Come?

Sia lo “0” che l’ “1” sono due stati elettrici dello stesso circuito, sono solo due modi di essere, mentre sia lo “0” che l’ “1vengono memorizzati in bit, hanno cioè lo stesso spazio a disposizione. La coppia10” nel sistema binario vale due, e non più dieci! Il che simboleggia la semplice e naturale unione di due individui. Infine nella coppia01“, lo “0non si perde più, viene memorizzata01“, così com’è.

13 Responses

  1. Farfallablue scrive:

    Bellissimo post! purtroppo, ancora in Italia, le donne faticano contro una cultura “maschilista”, sottile e falli-mentare per tutti. Ti abbraccio!

  2. Pat* scrive:

    massi…mi sono venuti i brividi!!
    ma stavolta non per l’emozione…
    ma per l’assurdità inconcepibile di quanto riportato..

    ok mi appello al “leggero semiserio” che precedeva il resto!

    un bacio da me…ehm…si dallo 0…
    mettilo avanti al tuo naso 1
    e diventeranno 10 :p
    ok così va meglio!

    ahah..la parolina da dgtare è : NORME
    solo norme…sono solo NORME LORO!! regole LORO!
    emmica siamo arabi noi! ;o) giusto…
    ammazza mi ha stordito sto pensiero!!!

  3. Giovanna scrive:

    EEEEEHHHHH NOOOOOOOO !!! non ci stò… Adesso devo chiudere l’ufficio, ma ritornerò, e risponderò…:-) A parte la disparità tra i sessi, il sistema binario mi ha sconvolto. Fu una lezione che ci impartì un docente ad un corso che feci anni fa! Stravolta al termine della lezione, alzai la mano, e gli chiesi” Carlo, in tema di binario, vorrei fare le valige e andar via, spero non ti offenda,ma non ho capito nulla! ” La classe mi fece una standing ovation e mi seguirono fuori a ricrearci:-) Ma sulla disparità dobbiamo approfondire, tra il serio e il faceto :-) )

  4. Xenia scrive:

    Ciao Massimo, a me piace… uhm ragiono: se nel sistema binario 01=1, 10=2, 11=3, 100=4, 101=5, 110=6, 111=7 e 1000=8? Bene 1000 mi piace l’8. Spero di ricordare il sistema binario che studiai anni fa a scuola. Ciao verrò a trovarti pure io.

  5. Giovanna scrive:

    “….mentre una donna da sola sarebbe una nullità, un uomo da solo avrebbe comunque un suo valore in sè!”
    Guarda Massimo, facciamo così, per sintetizzare ho estrapolato questa tua considerazione, e partendo da essa, sai che ti dico? Sia l’uomo che la donna, da soli, SAREBBERO UNA NULLITA’! Ci credo fermamente, sono donna, ma non femminista, non riesco ad immaginare il vuoto di una vita spesa senza un uomo accanto…Siamo complementari, srà banale, ma è la verità :-)

  6. Massimo scrive:

    Per Giovanna: sono contento di questo tuo commento, perché in realtà – sotto sotto – penso la stessa identica cosa: non so nemmeno immaginare un mondo senza femminilità… senza il lato femminile del mondo. E non voglio nella maniera più assoluta una donna sottomessa, che viva all’ombra della mia vita, ma una compagna al mio fianco e alla “pari” con cui confrontarmi e proseguire nel cammino! Credo che solo così possa sentirmi veramente affiatato con una donna. E così dev’essere anche per lei. Ciau!!

  7. Brick scrive:

    Condivido, per fortuna ci sono molte persone che pensano al fatto che siamo complementari e necessari uno all’altra.
    maschilismo e femminismo hanno fatto il loro tempo e non sempre bene…
    un abbraccio;-)

  8. Ungaretti scrive:

    Ok con ki ha scritto ke siamo necessari e complementari e senza l un l altro saremmo una nullita
    anke se a volte lo diventiamo l un dell altro ..
    eccezioni alla regola …
    nn saprei dove collocare il sistema binario !
    :P
    ciau

  9. Ros4 scrive:

    Uhmm….mumble mumble….
    Lo zero fu aggiunto per far tornare conti che altrimenti sarebbero stati imperfetti ;-)
    Donna zero = nullità? No, grazie.
    Allontano questo modo di pensare gretto e antiquato.
    Donna e uomo sono complementari. Punto.
    Senza questioni di femminismo o maschilismo che personalmente trovo concetti stupidi e superati.
    Anche se, in alcuni cervelli “minori”, questo è ancora in voga.
    Bel post!!

  10. Davide scrive:

    Ciao, Massimo!

    Ero venuto a visitarti per vedere un po’ delle tue splendide foto, colpito com’ero dai tuoi cervi nella galaverna, e d’un tratto mi sono trovato davanti a questo articolo. Devo dire che mi ha fatto una certa impressione veder pubblicato il nostro scambio di idee risalente ormai a… due anni fa!!! Sono lusingato dal fatto che tu abbia dato tanta importanza a quelle riflessioni semiserie di cui ammetto senza modestia e senza pudore la possibile paternità: non so se altri ci abbiano pensato prima… a proposito, oltre alla Liberatoria fotografica, esiste anche una Liberatoria… delirio-grafica? ;-)

    Vorrei puntualizzare una cosa: mi attribuisci un giudizio scandalizzato che non mi sogno neppure di esprimere. Quello che ho fatto e continuo a fare ogni tanto è giocare con simboli, associazioni, parole, etimologie, conoscenze personali, mitologie, leggende, culture, credenze, ecc. in modo completamente libero e privo di qualsiasi pregiudizio personale, cercando anzi di comprendere l’origine di tanti preconcetti. Il divertimento è assicurato, e in più ci si libera la mente e il cuore e si respira aria nuova: dovrebbero farlo tutti di tanto in tanto! Se alla fine ne esce qualcosa di logico e sensato, contemplo soddisfatto l’invenzione come si ammira un’equazione risolta, un disegno ben tracciato, uno scatto felice o una brillante esecuzione musicale.

    Ritornando alle nostre riflessioni, questo è il percorso logico che avevo seguito:

    1. Graficamente l’1 simboleggia l’uomo, lo 0 la donna. Lo 0 l’hanno inventato gli Arabi, poligami, perché un uomo con una moglie vale 10, con due vale 100, con tre 1000. (Ripensandoci, in realtà sono stati gli Indiani, che non mi sembra siano poligami e che anzi tengono molto alla figura femminile, a introdurre l’uso dello 0; ma se oggi parliamo di “numeri arabi” e non di “numeri indiani” ben ci sarà un motivo.)

    2. Ovviamente lo 0/donna ha un grande potere MOLTIPLICATORE solo se è messo DOPO l’1/uomo, mentre se è da solo o si mette PRIMA non vale NULLA.

    3. Con un sistema numerico così, non c’è da meravigliarsi che la società sia maschilista. Comunque sempre meglio dei Romani, che lo 0 lo ignoravano proprio!

    4. L’emancipazione femminile potrebbe aver portato all’odierna era digitale, nella quale i dati sono rappresentati da serie di 0 e 1, ugualmente significativi. Che sia un segno dei tempi? (Aggiungo una riflessione dell’ultima ora: noto tristemente come nella scrittura dei programmatori lo 0 appaia sbarrato – lo so, per distinguerlo da altri caratteri – ma chi mi dice che non sia anche questo segno di una eccessiva emancipazione femminile? Di fronte a certi frequenti atteggiamenti di chiusura e autosufficienza è comprensibile che alcuni “1″ si rivolgano altrove… che ne so, magari verso qualche “o” oppure qualche “@”…)

    Ho soltanto seguito associazioni simboliche applicate ad un sistema socio-culturale. Certo, c’è di che riflettere. I simboli legati al corpo sono più o meno universali, ma ogni cultura li usa diversamente per i propri fini. Nelle civiltà e nelle religioni antiche la parte maschile della società ha sempre cercato di controllare in ogni modo, anche attraverso i simboli e i segni, il potere immenso della parte femminile, il potere più grande che l’umanità possa avere: quello di generare esseri pensanti e a loro volta generanti. Guarda ad esempio la funzione simbolica e ammonitrice di campanili e minareti (a tal proposito mi viene in mente il divieto di costruire minareti in Svizzera, come se gli Svizzeri temessero la “potenza virile” del “seme” islamico nel loro territorio!) Anche se il maschio ci mette del suo, il mondo va avanti grazie all’umanità femminile, grazie a questo meraviglioso 0, vuoto che per definizione non può mai rimanere tale, promessa che si rinnova continuamente, goloso uovo di Pasqua con sorpresa, rivoluzione terrestre che ad ogni primavera porta nuova vita! Sta all’umanità maschile accettare l’ordine delle cose e collaborare nella creazione di una nuova armonia… Basta che la femmina non si monti troppo la testa e che il maschio non sia troppo invidioso… mmh… ce la faranno? Mah!

    Ho letto con interesse gli altri commenti e sono rimasto incantato da quello di Pat*: a parte qualche resistenza, nella sua genuina ed ingenua confusione dimostra di essere una persona vera e sensibile: una meraviglia! (rivelatore è l’accostamento naso-1, che simboleggiano entrambi… sempre lo stesso coso!)

    Spero che ti sia piaciuta la lettura del Libro dell’Es di Groddeck. Per me questo autore è stata una rivelazione, ogni sua riflessione è una porta che si apre su altre porte, un fascio di luce che ne innesca altri. Suppongo che tu ti voglia vendicare per tutto il tempo in cui mi sono tenuto il tuo Sugar Blues, ma mi piacerebbe rileggere alcune cose del libro che ti ho prestato… magari un giorno passo a prenderlo.

    Se ti interessa, avrei da parte altre riflessioni giocose che mi piacerebbe proporre, ma siccome temo che alcune potrebbero urtare la sensibilità di signore e signorine, caso mai te le mando via e-mail.

    A presto, e viva il baccalà di Franco!
    Davide

    P. S.: Ti ringrazio tanto per la definizione “amico particolarmente brillante”; da parte mia ammiro molto la tua invidiabile attitudine comunicativa!

  11. Massimo scrive:

    Ma ciao Davide! Ti ringrazio per l’articolato commento! In effetti… ho scoperto di avere tra i miei libri anche il tuo!!!! Urka! Grave… l’avevo dimenticato!!! Ma c’è solo colpa… non dolo… :-)
    Ascolta, te lo riconsegnerei appena possibile, se vuoi te lo porto io, basta che mi dici quando e dove posso trovarti!
    Ciao!

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