Sogni Infranti

Modella in posa
Modella in posa

Modella in posa

La ragazza infine si sedette, stanca. Le ronzavano intorno ancora quelle rabbiose parole versatele addosso ancora una volta e sporche di lui, pregne del suo odore, che l’avevano avvelenata tante, troppe volte… ma solamente ora si rendeva conto che era di nuovo sola, in compagnia ancora di un’altra storia finita. Lei e il suo alcol. E dire che solo tre mesi prima la sua vita le era sembrata ancora così piena d’amore. Ora no. Com’era lontana cento mondi quell’altra se stessa, abbagliata dagli stessi suoi sogni. Ora quel vuoto ronzante le stava trapanando la testa… nemmeno l’alcol riusciva a spegnere quel frastuono pieno di vuoti e di rancore, di immagini di violenza ancora nitide e di suoni di insulti che le rimbombavano dentro senza fine. Non aveva neanche la voglia di maledire la vita, si chiedeva solamente se mai avrebbe potuto dimenticare e credere ancora.

8 Responses

  1. Violacolor scrive:

    Penso ke gravi sofferenze non si dimentichino mai. si accantonano per andare avanti.
    nn voglio aggiung altro.
    v

  2. Roby scrive:

    Cavoli, se nn fossi stato li ocn te, ora piangerei rabbia per quella ragazza a cui han rubato i sogni… Complimenti Massimo, e chissà di poter avere ancora qualche avventura fotografica con te ;-)
    Roby

  3. Dada scrive:

    dimenticare..?
    credo che persone che passano simili esperienze difficilmente riescano a dimenticare ..
    credere ancora? … c’è sempre speranza

  4. Pat* scrive:

    Succede che qualcosa finisca..
    si succede..
    la dignità umana ci dovrebbe aiutare a volerci un attimino bene…
    meglio un nuovo amico..
    che l’amico alcool..
    quest’ultimo aiuterebbe solo ad aumentare il nostro dolore!

    Immagino cos’è il dolore..di un amore finito..
    ma l’amore non finisce…quello vero resiste..quello che è finito non lo era..
    bacio*

  5. Mariarita scrive:

    Uh… che brivido!
    E non solo per il freddo di quel giorno, ma soprattutto per le tue parole, ho rivissuto momenti passati.

    Un caro saluto,
    Mariarita

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