
Salendo sulla Torre degli Asinelli, a Bologna
Eppure ho ancora tenebre nello spazio dei miei respiri, che tardano a dissolversi tra le luminose e penetranti idee primaverili. Così il mio letargico cuore, spaventato e freddo, fatica a rianimarsi col calore delle novità e dei programmi futuri, già invadenti, ma ancora incapaci di smuovere la crosta ammuffita di vischiosa pigrizia, sotto cui da qualche parte deve pur esserci un po’ di energia e forza e vita. Così per ora abito un corpo smosso dall’onda del ritmo frenetico degli impegni, che non perde l’equilibrio solo per inerzia e per uno strano scherzo del fato.

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6 Commenti
Stupende parole e stupenda foto… è l’interno del Castello di Conegliano?
Per Stellina: sono le scalette nella Torre degli Asinelli, a Bologna… Ciau!! ;^)
mmmmmmh
invece devi mettere tutti i pezzettini insieme e far tornare il TUTTO in equilibrio perfetto !
ci conto
ciau
v
Massimo, anche io ero lì ieri sera, in prima fila! eheh.. abitiamo più vicino di quel che puoi pensare…
Come la nebbia che si dirada lentamente.. man mano che il sole si alza e scalda di più..
come gli occhi appena svegli.. che si stropicciano e devono abituarsi alla luce..
o come quando si immerge una mano nell’acqua di un fiume che scorre veloce.. e.. poi ci si bagna il volto..
tutto si ferma..
si blocca..
ma tutto poi riprende.. dolcemente.. lentamente.. allegramente..
In bocca al lupo.. per ogni attimo importante delle tue giornate*
Ciao poeta, c’è un fiore per te