
Alfredo
Questo è Alfredo, 74 anni, uno degli ultimi abitanti di Erto vecchia, il paesino fantasma abbandonato fin dagli anni ’60, dopo il disastro del Vajont. E’ un falegname Alfredo, ed è orgoglioso di esserlo. Il mio amico ed io lo incontriamo, sorpresi, in una delle viuzze deserte. In un borgo disabitato non è possibile non incontrare una persona, una volta che l’hai vista. Così dopo appena due parole, ci invita a visitare la sua piccola casa, il suo mondo a due piani - pochi metri quadrati - che ha personalizzato con la sua maestria. Eppena entrati in casa c’è il suo laboratorio, una stanza con i tipici attrezzi per lavorare il legno, due cavalletti, una sega circolare, poco altro. Sopra, al secondo piano e protetto da una scala di legno perlinata, il suo nido, caloroso ed accogliente bilocale riscaldato da una cucina economica a legna. E’ solo, Alfredo. La moglie è morta ancora otto anni fa. E così chiacchiera volentieri con noi – sconosciuti ma non pericolosi - della sua vita, mentre ci offre un bicchierino di buona grappa artigianale, saggiamente avuta barattando dei sacchetti di funghi secchi raccolti durante l’ultima estate. E mentre ci fa vedere alcuni degli oggetti intagliati e lavorati con le sue mani, il suo viso e le sue pause ci raccontano meglio della vita dura e di fatica che l’ha portato fino a noi. Nei suoi occhi brilla tutta la nostalgia e l’amore per una vita già spesa e quasi andata. Poche parole bastano per diventare un po’ amici. Nella foto sta davanti alla vecchia macelleria, anche questa chiusa da almeno trent‘anni, una di quelle che avevano i ganci all’esterno per appendere la carne in esposizione. Poi lo salutiamo, un po’ inteneriti, sperando di ritornare presto a bere un altro grappino insieme.
Che belli questi “incontri”… hanno un qualcosa di magico… chissà che bello ascoltare i racconti di Alfredo…
uhuhu avendo abitato per anni in friuli qnte cose e persone mi hai fatto tornare in mente !
grazie
ciaoo
.)
v
Emozioni pure quelle che fai provare con le tue foto e con le tue parole.
Un bacio sulla fronte a te, Anima Dolce
Sono piccole cose ma talmente grandi che riempiono il cuore…
Ecco cosa si guadagna lasciando il pc e dare un’occhiata fuori ;o)
scoprire il mondo intorno..immergersi come quando si era bambini alla ricerca di qualcosa di fantastico, sconosciuto…
un paesello un pò troppo silenzioso..eppure che vive col battito di Alfredo..
e che dona a chi, come te l’ha conosciuto, una ventata di nuova gioia…quella gioia che si percepisce sottile dentro..
e che pone domande…
grazie del tuo racconto..
Come bastano piccole cose semplici e sotto gli occhi …

ciao carissimo
Partendo dal dispiacere della tragedia del Vajont…. arrivo al piacere di leggere questo simpatico post di un altrettanto simpatico Alfredo… veneto verace! Ciao