
Nicolosa
La decrescita è elogio dell’ozio, della lentezza e della durata; rispetto del passato; consapevolezza che non c’è progresso senza conservazione; indifferenza alle mode e all’effimero; attingere al sapere della tradizione; non identificare il nuovo col meglio, il vecchio col sorpassato, il progresso con una sequenza di cesure, la conservazione con la chiusura mentale; non chiamare consumatori gli acquirenti, perché lo scopo dell’acquistare non è il consumo ma l’uso; distinguere la qualità dalla quantità; desiderare la gioia e non il divertimento; valorizzare la dimensione spirituale e affettiva; collaborare invece di competere; sostituire il fare finalizzato a fare sempre di più con un fare bene finalizzato alla contemplazione. La decrescita è la possibilità di realizzare un nuovo Rinascimento, che liberi le persone dal ruolo di strumenti della crescita economica e ri-collochi l’economia nel suo ruolo di gestione della casa comune a tutte le specie viventi in modo che tutti i suoi inquilini possano viverci al meglio.
(fonte: Maurizio Pallante)
Sito molto consigliato: www.decrescitafelice.it
un saluto e un buongiorno da un inquilino del mondo che cerca di “vivere” consapevole del fatto che tutto ciò che può essere cambiato può aver bisogno del mio contributo…
e ciò che non posso devo accettarlo con forza..(o per forza :/)
io ci sono dentro a questa definizione. peccato che la maggior parte delle persone non ci sia e allora finisco sempre per rimanere “fregata” dalla mia buonafede e buona volontà. perchè in questo mondo vince sempre il più furbo e il più cattivo. purtroppo…
un bacio caro massimo