Albe e Religioni

Uno dei Laghi di Revine, alla gelida alba di un giorno di dicembre
Uno dei Laghi di Revine, alla gelida alba di un giorno di dicembre

Uno dei Laghi di Revine, alla gelida alba di un giorno di Dicembre

La Chiesa ci ha delusi un po’ tutti. Non siamo più analfabeti e bisognosi di essere guidati. E non è vero che essa dà una risposta a tutte le nostre domande e a tutti i nostri bisogni spirituali. Con la cultura e l’istruzione ricevuta, non possiamo più accettare dogmi e comandamenti, così “a scatola chiusa”… vogliamo sapere, conoscere il perché delle cose, ed abbiamo bisogno di approfondire e penetrare meglio il senso della vita. Ed è con questo spirito che l’uomo – con la scienza – ha fatto i progressi enormi che sappiamo. Ogni giorno un passo alla volta. Quella scienza che spiega e ci aiuta a vivere meglio, combatte le malattie, ci fa evitare i pericoli che la natura stessa ci insidia. Qualcosa però ancora sfugge…

Ma come si fa a trasformare in ricerca scientifica quella magica coscienza di assistere ad un’alba che annuncia un nuovo mattino, e che riflette i suoi colori sulle acque placide di un lago, emozione interiore che ci scuote come un abbraccio forte, che ci ripete che siamo vivi e che ci fa percepire che non avremo un tempo infinito per esserci e goderne?… Come si fa a dare un senso ai colori, al freddo e all’aria… senza arrivare a chiederci, un attimo dopo, chi ha generato tutto ciò?

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