La Base de Tuto

Cosa fa nascere i sogni? L'amore o il denaro?
Cosa fa nascere i sogni? L'amore o il denaro?

Cosa fa nascere i sogni? L'amore o il denaro?

Alla base di tutto… cosa c’è? Il volersi bene o il denaro? Dipende… io penso che l’amore sia il motore della nostra vita, ma sono pronto a giurare che per qualcuno è il denaro che muove il mondo… E credo che in certi momenti uno prevalga sull’altro, a vicende alterne. E perciò la risposta non sia scontata ma dipenda dal luogo e dal momento.

E che differenza fa?  Grande, per le conseguenze che questa scelta porta nel lungo periodo, nella sua diffusione capillare. Scegliere l’amore porta a seguire strade di rispetto, di gratuità, d’ascolto, di giustizia, di pace. Scegliere il denaro porta a ritrovarsi su strade d’egoismo, di prevaricazione, di solitudine, di rancore, d’ingiustizia, di guerra.

Questo il tema dello spettacolo teatrale “La Base de Tuto” di Giacinto Gallina, il nuovo spettacolo della compagnia “Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni” affidato alla regia di Stefano Pagin, in tournée nella stagione 2008/2009, che porta in scena le beghe e le meschinerie di una famiglia di rigattieri veneziani e che mostra di sè il degrado morale dei “tempi moderni”.

Nota tratta da internet:

Giacinto Gallina (Venezia, 1852-1897), importante autore del teatro veneto, è tra i più rappresentativi, e un tempo rappresentati, della drammaturgia italiana del secondo Ottocento. In un’unica messa in scena troviamo i testi più significativi dell’ultimo periodo, Serenissima (1891) e La base de tuto (1894), che diventano l’uno la prefazione dell’altro. Vi si descrive un mondo antico, in qualche modo ancora goldoniano, un mondo che vive le sue sorti all’aria aperta, dove le decisioni più importanti vengono consumate da tutta la comunità riunita. L’unica cosa che sembra accomunare tutti i personaggi è l’interesse, il denaro, che diventa la base de tuto come dice il titolo della commedia. Il denaro annienta i sentimenti per i quali non c’è più spazio e possibilità. A questa giovane generazione cinica e priva di qualsiasi morale si oppone il Nobiluomo Vidal, personaggio ben diverso da quello che diceva in Serenissima: Megio de cusì no la pol andar. Vidal non accetta la società in cui il denaro è la base de tuto perché per lui la base de tuto è volerse ben. Il personaggio acquista spessore e forza drammatica: è un vinto perché crede in valori da tutti rifiutati.

One Response

  1. pat* scrive:

    Si dice belli ma poveri, il denaro non fa la felicità, l’amore è più importante..
    la fregatura è sposare chi si ama….nella povertà…e poi l’amore finisce!
    Ok stop cancelliamo il pensiero assurdo;o)))
    ahahah
    Beh…i soldi non fanno la felicità…ma…a casa spesso si è discusso quando il bilancio per qualche motivo non saliva o peggio non bastava a coprire spese che aumentano…
    certamente un conto discreto rende più sereni una vita di coppia…

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