Frescure Estive

Elena

Nudo

Vorrei vivere in un’altra Italia, una in cui denudarsi non fosse un peccato, dove un corpo totalmente nudo – vecchio o giovane che sia, bello o brutto che sia, di un uomo oppure di una donna – non venisse giudicato come qualcosa di sporco o di offensivo ma solo e semplicemente per quello che è: un corpo abitato da un’anima.

Vorrei vivere in un mondo dove la gente che vedesse un seno pensasse alla maternità, dove un culo avesse – nè più nè meno – la stessa dignità di una gamba o di un piede o delle guance paffute da pizzicare. Vorrei che la forza del sesso avesse un valore di dono di gioia e non fosse considerato una perdizione pericolosa e peccaminosa. Vorrei che la bellezza femminile non fosse sempre associata all’erotismo.

Vorrei vivere in un mondo naturista in cui se una persona ci si presentasse davanti nuda non automaticamente vorrebbe fare sesso con noi e non necessariamente sarebbe una “troia” o un “maniaco”. Vorrei che le persone avessero semplicemente la libertà spogliarsi, se lo volessero, perché magari è solo bisogno di frescura.

Ma forse questa è e sarà sempre una grande utopia.

 

6 Responses

  1. Davide scrive:

    Caro Massimo,
    eh, mi sa che non possiamo proprio fare a meno dell’erotismo, specialmente quando guardiamo qualcun’altro…
    Anzi, credo che l’erotismo (che non è la sessualità in sé, ma è la sua coscienza) sia stato una delle prime qualità veramente umane, quella che ha iniziato a distinguere l’uomo da tutti gli altri animali.
    Mi viene da pensare a un primordiale “Homo Eroticus”… o ad un ancor più primitivo “Erotopithecus”… (vedi un po’ le scimmie bonobo).
    Chissà, forse è stato proprio il pensiero erotico a stimolare lo sviluppo dell’Homo Erectus (coscienza dell’erezione), dell’Homo Habilis e Sapiens (coscienza del piacere insito in qualsiasi attività manuale, intellettiva e artistica, e ricerca di sempre maggiore soddisfazione perfezionando le varie tecniche).
    Forse è stato proprio l’erotismo a modellare il corpo umano, e nella fattispecie, a renderlo così nudo (vedi: Desmond Morris, “La scimmia nuda. Studio zoologico sull’animale uomo”), quasi completamente privo di “pelliccia” (e le tendenze attuali cercano di accelerare questa evoluzione con la depilazione a livelli sempre più avanzati…).
    C’è voglia di nudità, di scoperta, e gli abiti che indossiamo non sono altro che abitudini, usanze che la nostra cultura ha sviluppato con la sua morale per coprire di propria identità una realtà universale. Ma questa nudità ha voglia di mostrarsi (scusa, ma il caldo è quasi un pretesto) e se ciò mette in pericolo un’identità sociale e culturale, allora scatta il meccanismo dissuasivo del peccato e quindi dell’ipocrisia, la peggiore falsità, che nasconde le pulsioni sotto il tappeto del moralismo.

    Tutto è molto più complicato di come sembra: il naturismo ha davvero tanto successo? O non è forse un mito da “paradiso terrestre”, da recupero di un’innocenza perduta? Alla fine la nudità non risulta banalizzata? Probabilmente ci si copre (al di là del freddo) per desiderare, perché si pensa a quanto sarebbe bello spogliarsi, specie se è vietato. Poi, il seno è senz’altro maternità, ma è anche molto simile al culo. La gamba e il piede non ti dicono niente? E perché mai ti dovrebbe venire la voglia di pizzicare una guancia paffuta? Saresti felice se una donna si presentasse nuda davanti a te con totale indifferenza?
    Ogni comportamento comunica qualcosa: la comunicazione è fondamentale, ci sono sempre dei messaggi da cogliere e troppo spesso sono malcompresi, travisati, deviati dai pregiudizi che ci hanno inculcato e che ci siamo costruiti (io per primo ammetto tutte le mie difficoltà di comprensione e di relazione…).

    Con la fotografia tu hai un potente mezzo poetico per esplorare la realtà, e da un po’ di tempo noto con piacere come i tuoi occhi stiano scoprendo frammenti di verità… perché, come si dice, “la verità è nuda”…

  2. Massimo scrive:

    Davide! sei un grande!
    e poi… il meccanismo dissuasivo del peccato e quindi dell’ipocrisia… che nasconde le pulsioni sotto il tappeto del moralismo… io non avrei saputo dire meglio!!!

  3. Massimo scrive:

    A parte questo mio desiderio utopico… la “verità nuda” di cui parli, di cui parlo, non potrebbe mai essere banalizzata (non certo di più di quanto lo si faccia già ora tra pregiudizi e mercificazione), in quanto è oggetto di una ricerca di verità… :-)

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