Bloggo Quindi Sono

Natura morta

E se ti convincessero a considerarle mele?

O meglio, bloggo ergo sum. Se volessi pubblicare qualsiasi scemenza, tipo un vassoio di pere, posso farlo? Potrò sempre farlo? E se un domani qualcuno mi ordinasse che quelle pere nella fotografia in realtà sono delle mele, e provando a contestare quelle false mele sapessi di poter essere punito in una qualche forma, fisicamente o anche solo moralmente, tacciato di ignoranza, mediaticamente deriso per il colore dei miei calzini, o chissà cos’altro, avrei ancora la stessa libertà di oggi di denunciare quelle false mele, e chiamarle invece col loro vero nome, oppure mi adatterei giocoforza a chiamarle mele, bofonchiando solo qualche parola tra me e me?

In pratica, posso esprimermi? Potrò sempre esprimere le mie idee, le mie verità, a volte magari anche bislacche? Ed in qualunque forma? Anche con parole e immagini dentro un blog? Allora – se posso – prima o poi capiterà di esprimere un parere contrario a quello di qualcun altro, no? E se fosse un parere non gradito al potere? Nel rispetto degli altri e per il mio personalissimo (ma anche universale) amore per la libertà, voglio poterlo fare, sempre! Esprimo la mia verità, quindi sono! Vero ergo sum… ahah!

Ma verità e potere non coincidono mai…  per cui… chi mi proteggerà dalle falsità del potere dominante? Se scoprissi che una verità scomoda o sconveniente al potere viene nascosta o taciuta, riuscirei a contestare la falsità imperante che il potere invece mi impone come vera? In realtà potrò farlo solamente a condizione che io non sia ricattabile, che abbia delle garanzie, ad esempio che non rischi di perdere il lavoro, o di essere denunciato, o di subire rappresaglie… perché la libertà d’espressione è intimamente legata agli effetti che da essa ne derivano! Causo ero sum… ahah!

Ma se il potere logora ed indebolisce in modo sistematico proprio quelle garanzie, se ad esempio favorisse la carriera di uomini ricattabili e perciò manipolabili, se rendesse sempre più precario il lavoro costringendo gli uomini al servilismo, se favorisse sempre più l’attaccabilità di chi volesse pensare e scrivere in autonomia, se chi commettesse reati non venisse punito… in pratica se il potere eliminasse ogni garanzia di libertà, chi riuscirebbe a contestare ugualmente le falsità che il potere ci propinerebbe come vere, e pure con un sorriso bonario e da “amicone”?

La guerra tra potere e verità perciò viene combattuta ogni giorno nel campo delle garanzie.

Faccio un esempio attuale. Da diversi mesi ci stanno spacciando l’energia nucleare come una delle fonti d’energia alternative… ma non è la verità, l’energia nucleare non è mai stata una fonte alternativa, forse al petrolio… (e qui ci sta l’inganno)! Con alternativo in realtà ci si riferisce ad una fonte che abbia un basso impatto ambientale, annulli i rischi per la salute dell’uomo, riduca i problemi dell’inquinamento… l’energia nucleare invece ha un forte impatto ambientale, è fortemente rischioso per la salute dell’uomo, inquina per l’eternità… cosa resta di veramente alternativo, se non il fatto che il potere gli ha solo dato un significato “alternativo”? Perché la maggior parte dei media non contesta più?

Faccio ora un’ipotesi diversa che sembra esagerata. Se domani arrivasse nell’edificio dove lavoro uno dei più potenti uomini politici d’italia, accertato e impunito corruttore di giudici… ed appendessi un foglio di carta formato A4 sul vetro della mia finestra con sopra riportata la citazione “odiare i mascalzoni è cosa nobile” (di Marco Fabio Quintiliano, Institutio oratoria, XI, 1, 42), probabilmente rischierei di essere preso e sbattuto in questura per alcune ore e sbattuto sui giornali compiacenti come la nuova cellula terroristica scoperta nella gioiosa Marca Trevigiana. Sembra esagerato o inverosimile? No, un fatto analogo è realmente accaduto in primavera a due innocui grafici di Sky! (vai alla notizia fonte)

Oggi chiunque può – se vuole – fare come me e tenere aperto un blog tutto suo al costo di una dozzina di euro l’anno, oppure anche gratis appoggiandosi ai servizi gratuiti di molti siti internet. Ma se un domani qualcuno mi imponesse burocrazia, tasse e commercialista costringendomi a spendere cinquecento euro l’anno per avere la stessa libertà, potrebbe essere già questo un sistema per tapparmi la bocca?

Vabbè, sono solo considerazioni vane d’una sera d’Agosto sulla fragilità della libertà di espressione e sulle sottili e pure fondamentali garanzie che ne permettono l’esistenza.

 

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