Ho perso venti minuti dal momento in cui ho visto questa piazza di Trieste in versione notturna, poco prima di risalire in auto e far ritorno a casa. E’ allora che mi sono fermato a respirarne l’aria ad assaporarne l’attimo come fa chi – indugiando – sta per dire un altro addio a qualcuno a …
Volete fare qualcosa di alternativo? Andate di sera a passeggiare tra i bacareti di una Venezia finalmente liberata, quando si chiudono i portoni della fabbrica del turismo di massa e la città viene riconsegnata ai suoi cittadini.
Non riesco ad essere emotivamente distaccato dalle persone che ritraggo, anzi, l’emozione la cerco, ne ho bisogno: essa è l’energia che mi sostiene nel creare qualcosa che abbia fotograficamente più valore. Perciò le persone che ritraggo devono emozionarmi!
Sorpreso da un’infinita debolezza, raccolgo minute sensazioni negative, dettagli d’incomprensioni inconsistenti, e accumulo malessere, ma d’esser fragile sarà solo per un sospiro e tu