M’alzo sonnambulo nella notte cercando di spegnere nella silenziosa quiete la frenesia di luci che ha invaso la mia vista e martellato la mia testa, rubandomi il presente, unica vera forza, e calpestando il delicato sussurro dell’amore, unica grande speranza.
A volte non si può sapere cosa si nasconde in fondo al nostro cuore, nascosto o rimosso da una quotidianità apparentemente normale. A volte nessuno – nemmeno noi stessi – riesce a stanare certi diavoli che vi rimangono e avvelenano poco a poco la nostra vita.
Guardo assorto la linea chiara d’orizzonte e – mentre ridimensiono la mia esistenza ad un solo punto oscuro – provo ad allargare ancora un po’ la mia mente
Vivere non mi basta. Voglio sapere. Oltre il visibile e il noto. Voglio sconfiggere le tenebre che disorientano il mio io.
Lacrime di luce illudono come il tepore del sole d’inverno, fra un attimo saran ceneri, come un amore che parea senza fine, dissolto nel buio eterno dell’oblio. E l’oscurità pervade costantemente, grembo materno in attesa di nuova vita.