La fotografia – nel documentare e descrivere la realtà – ha il potere di far trapassare a miglior vita l’attimo del soggetto ripreso. Essa cioè racconterà qualsiasi persona, o fatto, o cosa – anche la più umile o banale – per ciò che è stata nel passato, perché
Fugaci veloci istantanei volanti eterni frivoli decisivi persi intensi atroci sublimi fortunati maledetti vitali
Viviamo sospesi il nostro brivido di follia, attimi tra un’eternità ed un’altra. Il futuro è lì – dietro la porta che t’aspetta – ma non esiste e non puoi conoscerne l’essenza. Il passato è già andato e s’ammucchierà presto nell’oblio. Unica consolazione il presente, per chi sa gustarlo con virtuoso equilibrio, ‘ché altrimenti precipita e …
Io non piango. Non mi viene da piangere quando sono triste. Solo da piccolo ho pianto per la perdita di uno dei miei gatti, non riuscendo a trattenere l’emozione. Ma da parecchi anni non mi capita più, nemmeno con una mia creatura morta di parto, quest’anno. Ma la tristezza esiste, oh eccome se esiste!
Anima che fotografo, quando riguardo gli scatti immagino che tu sia magia e sogno, ma sei anche un tempo già passato!
Pàsso, fàticoso pàsso lèntamente sègue un ìnsidioso còrso cèrto già tracciàto che ànche sulle mèmbra làscia un segno stàbile del tèmpo già vissùto e nòn regala àltro che brèvi soste ùtili