Footbridge in the green
Simbolo di tutte le creature sospese nel sottile ed etereo strato tra materia e vuoto cosmico, questi vivaci e chiassosi batuffoli di vita riempiono i silenzi
Armoniche curve che il vento ti solletica, appena ti ànima e il sole ti irraggia e ti rende agli miei occhi superficie così cara, amato pian terreno teatro di vita che invece indifferente mi guardi passare frenetico batticuore come a me umano appare un solo volo di farfalla.
Ora mi sento liberato… come l’aria dopo un acquazzone… o una foglia rinfrescata dall’acqua, sollevato da alcuni impegni che in fondo non avevo mai “sentito“, non erano mai stati miei e che ora finalmente se ne sono andati portandosi con loro un sensibile peso…
Mio Dio, sono un uomo… gli uomini non hanno bisogno di protezione! Loro, proteggono, sempre! Gli uomini non temono nullla… non si sentono fragili, mai. Per esempio non piangono, non ne hanno bisogno. Non hanno petali delicati, loro. Loro hanno la scorza dura, sono ruvidi, spinosi come i rovi, tendenti al marrone scuro,
Amo i silenzi. I silenzi del vento che muove ad onde l’erba matura dei prati. Non certo i silenzi di una stanza chiusa, tantomeno d’una sala d’attesa d’ospedale. Amo il silenzio di una vetta alpina che fa capolino tra le nebbie. Amo i silenzi delle nuvole che ti attraversano veloci.
Anni fa mi capitò improvvisamente una reazione di sfogo – in realtà culmine di una serie di tensioni accumulate – che mi portò a far saltare tutti quei paletti che mi ero costruito intorno, nel tempo, ed a cui mi ero ancoràto sicuro, ma che avevano reso la mia vita - alla fine di quel periodo - troppo …